La conservazione degli uccelli nei Monti della Tolfa

6 dic 2011 by

La conservazione degli uccelli nei Monti della Tolfa

 Questo nuovo volume della Edizioni Belvedere curato da Jacopo Cecere, Massimo Brunelli e Stefano Sarrocco rappresenta una prima divulgazione di alcuni risultati raccolti nel 2007 nell’ambito del Progetto Birdmonitoring.

Sono prese in considerazione 21 specie target tutte nidificanti all’interno del vasto perimetro della ZPS, tra parentesi i referenti: Cicogna nera (M. Brunelli), Falco pecchiaiolo (F. Cauli) , Nibbio bruno (A. Minganti) , Nibbio reale (A. Minganti & A. Zocchi), Biancone (W. Ceccarelli & S. Ricci), Albanella minore (F. Cauli, G. Valenti, F. Zintu, R. Ragno, M. Prestinenzi, A. Aradis, R. Lippolis & M. Cappelli) , Grillaio (C. Catoni, R. Molajoli, S. Huetting & A. Meschini),  Lanario (M. Brunelli), Falco pellegrino (M. Brunelli), Occhione (A. Meschini), Succiacapre (A. Meschini), Martin pescatore (J. G. Cecere), Ghiandaia marina (E. Savo), Calandra (F. Fraticelli), Calandrella (F. Fraticelli), Tottavilla (F. Fraticelli), Calandro (J. G. Cecere), Magnanina comune (F. Petretti), Averla piccola (G. Guerrieri & A. Castaldi), Averla cenerina  (G. Guerrieri & A. Castaldi) ed Ortolano (S. Sarrocco). Nell’intera ZPS sono state svolte un totatale di 276 stazioni di ascolto. La distribuzione dei passeriformes ha evidenziato i seguenti risultati: Averla piccola 14.5%; Tottavilla 8.7%; Calandro 5.4%; Calandrella 2.2%; Averla cenerina 1.4%; Calandra 1.1% ed Ortolano 0.4%. Globalmente tutte le 7 specie, ma in particolare l’Averla cenerina, sembrano evidenziare una preoccupante “sensibile e generalizzata diminuzione”.

Per ulteriori 7 specie di Non-passeriformes lo studio offre una stima di coppie (min-max): Ghiandaia marina (29-40); Nibbio bruno (20-25); Biancone (20-22); Nibbio reale (9-13); Occhione (6-10); Falco pellegrino (4) e Lanario (1). I rapaci appaiono in controtendenza evidenziando una migliore distribuzione, probabilmente anche frutto di una più esaustiva copertura…La Ghiandaia marina registra una forte espansione mentre l’Occhione appare in leggero decremento.

Il lavoro è aggiornato da alcune recenti segnalazioni come nel caso del Grillaio che è stato accertato per la prima volta come nidificante (S. Huetting & R. Molajoli, in stampa) e l’Occhione stesso che dalle stime 2010 appare “ragionevolmente valutato” in 20-30 coppie (Meschini, presente volume). La distribuzione dell’Occhione nella ZPS appare influenzata da coppie prevalentemente distribuite nel settore Nord (viterbese) e sembra invece lacunosa nel settore della Provincia di Roma ove personalmente (M. Biondi, L. Pietrelli e R. Scrocca) negli ultimi 2 anni (2010-2011) abbiamo invece raccolto diversi dati inediti che fanno pensare ad ulteriori coppie nella ZPS (Comuni di Tarquinia, Tolfa, Allumiere, Civitavecchia, S. Marinella, Canale Monterano e Bracciano).

Tra le specie meno frequenti: Ciconia nigra con il primo tentativo nel maggio 2002 (1 coppia) e l’ultimo nel 2007 in tutti i casi successivi registrato 1 solo ind. Caprimulgus europaeus  in assenza di dati mirati si ipotizza una stima larga di 100-300 coppie; Alcedo atthis la sua presenza è legata al Fiume Mignone e raramente Rio Fiume ove peraltro non esistono prove di nidificazione (G. Prola) non esistono stime di densità; Sylvia undata la specie è stata osservata esclusivamente in una zona limitata di circa 100 ha con esposizione occidentale  e tirrenica a circa 100 m s.l.m. in aprile-giugno 2010 in attività riproduttive (canto nuziale e trasporto imbeccate) ma è impossibile ipotizzarne la consistenza.

Complessivamente i risultati esposti nella pubblicazione appaiono influenzati da un metodo (IPA) probabilmente più idoneo per i passeriformes e molto meno idoneo per altre specie.

In ogni caso l’opera, molto curata anche nella sua veste grafica,  offre un primo passo importante per comprendere e studiare una delle ultime aree selvagge d’Italia offrendo una grande mole di informazioni, anche inedite, per birdwatchers, naturalisti e l’intera comunità scientifica laziale.